Bologna – 22 ottobre 2026 – Primi passi per la stesura delle azioni previste nel nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale dell’Emilia-Romagna firmato l’8 settembre 2026 a Bologna dal Presidente della Regione Michele de Pascale, dalle forze sociali ed economiche, enti locali, scuole, atenei, ordini professionali e Terzo settore. Oggi, giovedì 22 ottobre, riunione dei firmatari del Patto per avviare il percorso di costruzione partecipata della strategia regionale per l’Economia Sociale attraverso un’apposita Conferenza regionale a tema.
Alla Conferenza hanno preso parte rappresentanti della Commissione Europea e del ministero dell’Economia e delle finanze; Aldo Bonomi, direttore scientifico di Aaster e Paolo Venturi, direttore di Aiccon e docente dell’UniBo. E – tra gli altri – anche il vicepresidente della Regione Colla.
Per i sindacati ha partecipato ai lavori anche Tullia Bevilacqua, segretario regionale di Ugl Emilia-Romagna.
“In Emilia-Romagna l’economia sociale ricopre un ruolo chiave nell’economia del territorio, comprende: il 7% del valore aggiunto regionale (di cui oltre il 70% generato dal mondo cooperativo), l’8,5% delle imprese totali, e rappresenta il 15% degli occupati. Per il nostro sindacato l’economia sociale costituisce un modello economico in cui le organizzazioni e le imprese mettono al primo posto il valore sociale, civico e collettivo rispetto alla ricerca del profitto individuale e aziendale. Da questo punto di vista il percorso regionale previsto dal Patto eleva a sistema integrato le politiche di programmazione per sostenere lo sviluppo sostenibile, la coesione e l’occupazione attraverso una visione etica”: spiega Tullia Bevilacqua.
“Con l’incontro avviato oggi – aggiunge l’esponente sindacale dell’Ugl – si ragiona sul quadro statistico di fondo e si contribuirà con analisi, proposte concrete e idee da sviluppare al percorso attuativo vero e proprio. L’economia sociale necessita di strumenti finanziari ad hoc, prodotti di co-finanziamento e sistemi di garanzia pubblica o privata per stabilizzare la propria crescita. Quindi la nostra analisi non prescinde dal ruolo che alcuni enti come le banche, per esempio, devono giocare in questa traiettoria”: aggiunge ancora Tullia Bevilacqua.
“Le banche sono chiamate a fornire il credito necessario, anche in Emilia-Romagna gli imprenditori spesso faticano a ottenere prestiti dai canali tradizionali orientati solo ai margini speculativi. L’accesso al credito rimane difficile e costoso a causa dei tassi di interesse elevati e le piccole imprese, che rappresentano gran parte del tessuto economico regionale, subiscono condizioni peggiori rispetto alle aziende medio-grandi”: denuncia il segretario regionale di Ugl Emilia-Romagna.
“C’è il tema delle nuove tecnologie, della robotica e dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei posti di lavoro. Alcuni studi ci dicono che circa due terzi dei lavori attuali sono esposti a un certo grado di automazione. E se l’uso dell’Ai dovesse procedere secondo gli attuali ritmi, questo potrebbe anche portare alla sostituzione con sistemi di intelligenza artificiale di 300 milioni di lavoratori nel mondo. Goldman Sachs stima che, nel lungo termine, l’automazione basata sull’intelligenza artificiale sostituirà circa il 6-7% della forza lavoro, pari a circa 11 milioni di lavoratori soltanto negli Usa. Al di là delle rassicurazioni, dobbiamo capire quale impatto avrà concretamente l’introduzione di questa tecnologia nel sistema produttivo attuale nella nostra regione”: avverte, ancora, Tullia Bevilacqua.
“Infine, non si può parlare di economia sociale senza toccare il tema del rispetto da parte delle imprese ai contratti collettivi di lavoro, del contrasto ai cosiddetti “contratti pirata” che spesso mortificano le retribuzioni nel privato sociale e della ancora necessaria battaglia che dobbiamo condurre contro il lavoro nero e grigio. In Emilia-Romagna il valore dell’economia irregolare , che comprende anche l’evasione fiscale da sottodichiarazione dei redditi, si attesta intorno ai 14,8 miliardi di euro all’anno. Nel Nord-Est un valore di 13,7 miliardi di euro, di cui la quota emiliano-romagnola rappresenta una parte consistente. Dunque anche su questa direttrice il Patto per il lavoro dovrà confrontarsi e trovare la strada per invertire la tendenza. Noi, come sindacato, faremo certamente la nostra parte”: conclude il segretario regionale di Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua, che ricorda infine un elemento virtuoso dell’Emilia-Romagna.
“Gli accordi di sussidiarietà che in molti ambiti socio-economici si traducono in strumenti pratici di amministrazione condivisa attraverso cui enti pubblici, cittadini e Terzo Settore collaborano per la gestione di beni comuni o attività di interesse generale in settori chiave come: la scuola, la cura del verde pubblico, la riqualificazione degli spazi urbani, la gestione di spazio sportivi e culturali e il sostegno a categorie svantaggiate. Una buona base da cui partire”: conclude Tullia Bevilacqua.