Bologna – 2 luglio 2026 – Il sindacato Ugl – in sede di udienza conoscitiva per l’assestamento del bilancio 2026-2028 della Regione Emilia-Romagna – ha presentato un documento di analisi e proposte volto a salvaguardare i conti dell’ente in un’ottica di buona amministrazione.
“Abbiamo chiesto che in fase di assestamento di bilancio si avvii una ricognizione, in particolare su due voci: il debito complessivo della Regione che seppure in riduzione (di oltre 350 milioni rispetto al 2015 e di 31 milioni rispetto al 2024) deve essere monitorato e il costo della sanità con i bilanci consuntivi 2025 delle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna che hanno registrato un disavanzo pari a 54 milioni di euro, comunque in calo rispetto ai 194 del 2024. Se il disavanzo 2025 è stato coperto con il risultato di gestione complessiva della Regione, il percorso di risanamento strutturale del bilancio sanitario deve essere attenzionato se lo si vuole completare entro 2026, in linea con le previsioni della giunta de Pascale, al fine di raggiungere il ripristino dell’equilibrio strutturale del servizio sanitario regionale”: dichiara Tullia Bevilacqua, segretario regionale Ugl Emilia-Romagna.
“Come sindacato abbiamo chiesto un trasferimento maggiore di risorse alle imprese dei settori di artigianato e commercio – segmenti importanti dell’economia regionale alle prese con una difficile congiuntura economica interna e internazionale – e abbiamo anche chiesto misure specifiche a sostengano della competitività delle imprese dell’Emilia-Romagna per agevolarle nell’ ammodernamento e nelle esportazioni, per sostenere con maggiore forza la concorrenza proveniente dalla produzione e dai mercati esteri”: aggiunge Tullia Bevilacqua.
Nel campo del welfare e dei servizi sociali e sanitari l’Ugl ha accolto positivamente alcune misure annunciate dalla giunta regionale, come per esempio: i 26,5 milioni di euro aggiuntivi, oltre ai 5 milioni destinati alla formazione gratuita per gli operatori socio-sanitari e il fondo apposito per la disabilità e i caregiver.
“Nel settore agricolo – pur valutando positivamente il fondo di 4,5 milioni per le aziende agricole – riteniamo che si debba costituire un fondo ad hoc da demandare alle Aziende Usl locali per rafforzare la rete della sicurezza e dei controlli nei campi, visto che la vigilanza sul lavoro abusivo e sul caporalato in agricoltura – che è un fenomeno purtroppo ancora presente in Emilia-Romagna – è di competenza statale tramite l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che opera in sinergia con i Carabinieri per la Tutela del Lavoro, Come sindacato Ugl riteniamo che per arginare questa piaga si debba fare di più ed investire ulteriori risorse”: commenta, ancora, Tullia Bevilacqua.
“Nel ramo casa e lavori pubblici guardiamo con favore al fondo di 6 milioni per accelerare il ripristino degli alloggi popolari sfitti e metterli a disposizione di chi ne ha bisogno, bene anche le risorse (18 milioni) per la manutenzione delle strade provinciali, pur sarebbe necessario un ulteriore stanziamento soprattutto sulle reti stradali della Romagna colpite e danneggiare dalle ultime alluvioni del 2023. E sempre in tema di infrastrutture riteniamo necessario un pronunciamento della giunta regionale sulla scelta logistica della stazione ferroviaria Alta velocità che si dovrà realizzare in Romagna”: auspica Tullia Bevilacqua.
Infine, c’è una valutazione del sindacato anche in materia di Trasporto pubblico locale.
“Come sindacato Ugl riteniamo necessario un riequilibrio della quota regionale riservata al cosiddetto “costo chilometrico”, che ad oggi per i trasferimenti in area vasta Romagna è inferiore a quello riservato all’Emilia. E poi c’è il tema molto delicato delle questioni sollevate dalla Magistratura contabile su Società Partecipate e Trasporto pubblico locale. Il presidente de Pascale ha dichiarato di lavorare attorno un’idea di società unica regionale per il trasporto pubblico che, sempre a suo dire, dovrebbe risolverebbe alcune delle criticità delineate dalla Corte dei Conti negli ultimi anni. Ma in realtà manca ancora un piano industriale che preveda servizi, percorsi e chilometraggi su scala regionale. E poi ci sarebbe il problema di governare il percorso di fusione controllando la volontà e gli interessi dei soci pubblici e privati. Si parla di portare a fusione Seta, Tper e Start Romagna, con Tep di Parma esclusa dal discorso, perché ha deciso per una società in house. Un percorso che dovrà essere realizzato senza svantaggiare territori e, soprattutto, gli utenti. Su questi temi, saremo vigili affinché nessuno sia penalizzato”: conclude il segretario regionale Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua.